Sunnest informa - APPROFONDIMENTI  DAL  MONDO  DELL'ABBRONZATURA

"Le lampade abbronzanti non fanno male...bisogna fare chiarezza"
Prof. Dr. Natale Cascinelli - Oncologo dell'Università Statale di Milano, esperto del Consiglio Superiore della Sanità
Libero Quotidiano, Aprile 2010

 

Le lampade non fanno male. A tranquillizzare i maniaci dell’abbronzatura è Natale Cascinelli, medico chirurgo specializzato nello studio dei melanomi. I raggi UV «sono gli stessi», non sono più nocivi di quelli solari. A fare la differenza è la dose (...),  «Quello che conta sono i tempi di esposizione, ma la qualità dei raggi Uv artificiali e naturali non cambia». Ecco perché un gruppo di scienziati norvegesi ha promosso i lettini per l’assunzione di vitamina D. (...)

Tuttavia anche dal difensore delle lampade abbronzanti arriva un avvertimento: «Bisogna muoversi secondo il principio della giusta quantità. Ed è per questo che i tempi di esposizione devono essere differenziati sulla base del fototipo.

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"Tintarella Salvavita: da 15 minuti di sole, vitamina D come 100 uova"
Dr.ssa Alina Carmen Porojnicu - Department of Radiation Biology, Norwegian Radium Hosipital - Member of the European Society for Photobiology - Oncology Clinic - Drammen Hospital

 

Non bisogna temere il sole, nè le lampade se usate correttamente: è il messaggio degli esperti che mettono sotto i riflettori un'altro aspetto positivo della tintarella.

Dai raggi Uv noi ricaviamo il 90% della vitamina D circolante nel nostro organismo. Questo elemento ha effetti benefici sull'organismo, agendo su 4mila geni.

Più di uno studio segnala le sue proprietà anticancro, ribadite durante un incontro a Milano dalla scienziata norvegese Alina Carmen Porojnicu del Norwegian Radium Hospital: «Una ricerca Usa calcola che, incrementando di una piccola quantità l'apporto di vitamina D, si riduce del 17% l'incidenza e del 29% la mortalità per tumore. Per produrne una dose minima bastano 15 minuti sotto il sole italiano in estate. Sarebbe come bersi 250 millilitri di olio di fegato di merluzzo, o bere 5 litri di latte e consumare 100 uova senza gli effetti collaterali dell'abbuffata».

Anche i lettini solari, prosegue Porojnicu, «possono contribuire a raggiungere la quota ottimale di vitamina D. Con un nostro studio abbiamo dimostrato che per toccare i livelli estivi di vitamina D basta fare una lampada (di 5-12 minuti) due volte a settimana per 5 settimane. Noi le consigliamo anche agli anziani che prendono pochissimo sole e a chi ha problemi alle ossa». Nel Paese scandinavo, non certo baciato dal sole per 365 giorni all'anno, la popolazione riesce a mantenere livelli di vitamina D superiori 50 volte alla media, a suon di scorpacciate di salmone e merluzzi. Un piatto tipico, per fare un esempio, è il fegato di merluzzo bollito: «Una bomba di vitamina D», assicura la ricercatrice.                                              

Il Giornale - Mer, 07/04/2010    TGCOM24 - Giov 08/04/2010

 

 

I lettini abbronzanti aumentano i livelli di vitamina D

Asta Juzeniene

Department of Radiation Biology; Institute for Cancer Research; The Norwegian Radium Hospital; Oslo University Hospital; Oslo, Norway

- Department of Radiation Biology, Norwegian Radium Hosipital - Member of the European Society for Photobiology - Oncology Clinic - Drammen Hospital

 

Non bisogna temere il sole, nè le lampade se usate correttamente: è il messaggio degli esperti che mettono sotto i riflettori un'altro aspetto positivo della tintarella.

Dai raggi Uv noi ricaviamo il 90% della vitamina D circolante nel nostro organismo. Questo elemento ha effetti benefici sull'organismo, agendo su 4mila geni.

Più di uno studio segnala le sue proprietà anticancro, ribadite durante un incontro a Milano dalla scienziata norvegese Alina Carmen Porojnicu del Norwegian Radium Hospital: «Una ricerca Usa calcola che, incrementando di una piccola quantità l'apporto di vitamina D, si riduce del 17% l'incidenza e del 29% la mortalità per tumore. Per produrne una dose minima bastano 15 minuti sotto il sole italiano in estate. Sarebbe come bersi 250 millilitri di olio di fegato di merluzzo, o bere 5 litri di latte e consumare 100 uova senza gli effetti collaterali dell'abbuffata».

Anche i lettini solari, prosegue Porojnicu, «possono contribuire a raggiungere la quota ottimale di vitamina D. Con un nostro studio abbiamo dimostrato che per toccare i livelli estivi di vitamina D basta fare una lampada (di 5-12 minuti) due volte a settimana per 5 settimane. Noi le consigliamo anche agli anziani che prendono pochissimo sole e a chi ha problemi alle ossa». Nel Paese scandinavo, non certo baciato dal sole per 365 giorni all'anno, la popolazione riesce a mantenere livelli di vitamina D superiori 50 volte alla media, a suon di scorpacciate di salmone e merluzzi. Un piatto tipico, per fare un esempio, è il fegato di merluzzo bollito: «Una bomba di vitamina D», assicura la ricercatrice.                                              

Il Giornale - Mer, 07/04/2010    TGCOM24 - Giov 08/04/2010